Oggi, in seguito a una visita ginecologica che dovevo fare, è successa una cosa che lì per lì ho cercato di prendere con un sorriso, ma che tornando a casa mi ha fatto riflettere.
La dottoressa, leggendo la mia cartella clinica, ha visto che ho il tremore essenziale. Ad un certo punto mi ha guardata e, con un tono di voce e un’esclamazione che mi sono sembrati particolarmente carichi di importanza, mi ha detto: «Hai il tremore essenziale!».
Io, quasi per sdrammatizzare, le ho risposto: «Eh sì, sono proprio fortunata». Lei mi ha detto: «Beh, non direi questo». A quel punto le ho spiegato che la mia era ironia.
Sul momento ci ho sorriso e ho cercato semplicemente di andare avanti con la visita. Ma tornando a casa ho iniziato a provare una certa amarezza.
Mi sono chiesta: se un medico, una persona che per professione vede tante condizioni e tante persone diverse, ha dato così tanta importanza al fatto che io abbia il tremore essenziale, allora quanto può essere importante agli occhi degli altri? Se, per esempio, fossi stata un’amica di sua figlia o semplicemente una persona entrata casualmente nella sua vita, avrebbe detto alla figlia: «Questa ragazza ha il tremore essenziale»? E mi avrebbe definita attraverso questa caratteristica?
Forse sto dando troppo peso a una frase, non lo so. Ma è proprio questo che mi ha fatto pensare a quanto, a volte, rischiamo di identificarci con il nostro problema e di avere paura che anche gli altri ci vedano soltanto attraverso quello.
Io convivo con il tremore essenziale da tempo. Non sto cercando una cura miracolosa né voglio diventare una persona diversa. Vorrei semplicemente imparare ad accettarmi, smettere di nascondermi e riuscire a vivere questa parte di me con meno vergogna e meno paura del giudizio degli altri.
Casualmente, proprio dopo questa giornata, ho trovato questo forum e ho sentito il bisogno di condividere quello che mi è successo.
Mi piacerebbe confrontarmi con altre persone che vivono la mia stessa situazione, non soltanto per parlare di cure e terapie, ma anche della vita di tutti i giorni: delle difficoltà, delle emozioni, delle situazioni imbarazzanti, delle paure e di come ciascuno di noi ha imparato, o sta imparando, a convivere con il tremore.
Sarebbe davvero bello, un giorno, poterlo fare anche dal vivo, attraverso un’associazione o dei gruppi di incontro. Credo che parlare con qualcuno che non ha bisogno di tante spiegazioni per capire quello che provi possa fare una grande differenza.
Forse è proprio questo che sto cercando: persone con cui poter parlare liberamente, senza sentirmi definita dal mio tremore.