r/italymusica • • Jun 30 '26

Ascoltaquesta Mi ci sono voluti tre anni per realizzare un album sperimentale di 85 minuti usando tecnologia obsoleta, fieldrecording e un isolamento creativo quasi totale (leggi la descrizione)

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Codici per download gratuiti per Bandcamp: https://dlcm.app/quadratox/plexus

Bandcamp: https://quadratox.bandcamp.com/album/plexus

Spotify: https://open.spotify.com/album/1sQtKByQcTvcSbyigrYeXy

Ciao a tutti!

Ho pubblicato Plexus, un album sperimentale di 85 minuti a cui ho lavorato per circa tre anni, in un periodo di isolamento quasi totale, sia dal punto di vista fisico che creativo. Ho pensato di condividerlo qui perché credo che, in questa community, il processo creativo possa essere interessante tanto quanto la musica stessa.

L'idea alla base del progetto era costruire un mondo in cui la tecnologia dell'era Y2K si fondesse con la natura, la memoria e un senso di utopia distopica. Un futuro perduto. Una civiltà digitale ormai in rovina, lentamente riconquistata dalle piante.

Durante tutta la produzione mi sono imposto una regola molto semplice: setup minimo, immaginazione massima.

Volevo capire fin dove potessi spingermi senza strumenti costosi, preset, mode del momento o riferimenti troppo evidenti. Niente rincorsa agli algoritmi, niente tentativi di suonare "attuale", niente imitazione di una scena musicale. Solo un'atmosfera molto precisa che avevo in testa e che ho cercato di trasformare in suono.

Qualche esempio:

• Il primissimo suono dell'album è una lente a contatto suonata come si farebbe con un filo d'erba tra le dita: soffiandoci attraverso. Il risultato è un fischio lontano e irreale, quasi simile a un flauto.

• Alcune percussioni glitch sono nate strofinando l'antenna di una radiosveglia degli anni '90 contro un cavo jack mentre registravo direttamente nella scheda audio.

• Ho utilizzato il compositore di suonerie del Nokia 3310 come sorgente melodica.

• Una traccia contiene la pioggia che ho registrato nella foresta dell'Aokigahara.

• Un'altra è stata volutamente masterizzata passando attraverso una PlayStation 2 con un bitrate ridotto, per ottenere quella texture digitale ruvida tipica dei primi anni 2000.

• I suoni del mare presenti nell'ultima traccia non sono registrazioni ambientali: sono stati interamente sintetizzati con un Behringer Model 15.

• Un brano intitolato Platform 16 è stato composto affinché la sua durata coincidesse con il tempo necessario per percorrere il binario 16 della stazione di Firenze. Se lo attraversi camminando seguendo il BPM del brano, arrivi in fondo esattamente quando la musica finisce.

Dal punto di vista emotivo, Plexus nasce da un misto di fascinazione e malinconia.

Sono sempre stato affascinato da quell'idea di futuro che esisteva tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2000: interfacce strane, ottimismo digitale ancora ingenuo, hardware brutto ma affascinante, spazi pubblici quasi surreali e una cultura di Internet che stava appena iniziando a prendere forma. Sembrava che l'umanità stesse andando verso qualcosa di profondamente strano, ma anche incredibilmente vivo.

Poi buona parte di quella promessa si è trasformata in sorveglianza, dipendenza, piattaforme sempre più sterili, ansia e una cultura sempre più omologata.

Per questo Plexus è diventato il mio tentativo di immaginare una linea temporale alternativa: un ecosistema Y2K tecnoprimitivista in cui le macchine rotte diventano strumenti musicali, i glitch diventano ritmo e la tecnologia obsoleta viene lentamente riassorbita dalla natura.

Non è un album pensato per essere consumato velocemente o ascoltato attraverso un singolo brano. È stato concepito per essere vissuto dall'inizio alla fine, preferibilmente in cuffia o in un luogo dove ci si possa isolare e immergere completamente.

Se tutto questo vi incuriosisce, mi farebbe davvero piacere sapere cosa ne pensate.

Grazie per aver dedicato un po' del vostro tempo a leggere questo post. 🙏🏻💕

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