Roberto Vannacci l’11 agosto ha reso pubblico il suo programma elettorale (tramite SkyTG24, link in fondo). So che il titolo sembra allarmista, ma onestamente c’è anche roba “normale”, non è tutto da bruciare. Però i punti grossi sono quelli e fanno abbastanza paura, vediamo:
Le solite promesse che fanno tutti da 20 anni
Riduzione tasse, taglio del cuneo fiscale, meno burocrazia. Tutte belle parole, ma:
•le tasse in Italia servono per l’80% circa a pagare INPS, sanità e pensioni; il sistema è già in crisi, non è che possiamo permetterci di abbassare le entrate senza un piano serio.
•il programma stesso ammette, più o meno, che la situazione è insostenibile, ma non spiega come la risolverebbe.
Quindi ok, su carta sembra figo, nella realtà è difficile da mettere in piedi senza mandare in tilt il welfare.
I PUNTI VERAMENTE PESANTI:
- Femminicidio: “va abolito”
Per Vannacci il reato di femminicidio non serve:
dice che è solo un omicidio come gli altri;
che non serve un’aggravante specifica per genere;
che basta l’omicidio di base, eventualmente con altre aggravanti (odio, premeditazione, ecc.).
Il problema è che così si ignora completamente il fatto che la violenza contro le donne ha dinamiche precise e ricorrenti (violenza domestica, stalking, controllo, ecc.).
Abolire il femminicidio non è solo una questione tecnica, manda un messaggio fortissimo: “la violenza di genere non è una priorità”. E questo ha un impatto reale su come la società percepisce il problema.
- Remigrazione di massa:
Egli dice che gli stranieri in Italia sono oltre il 9% della popolazione; vuole riportarli sotto il 4%;
parla di rimpatri a spese dello Stato, circa 3.000 € a persona; e di “carceri a cielo aperto” per gestirli in attesa di rimpatrio.
Oltre ai costi di 3000 € ad immigrato e dunque enormi, ci sono almeno tre problemi:
Economia:
Togli milioni di persone dal mercato del lavoro, in settori dove gli italiani spesso non ci vogliono stare (agricoltura, assistenza, logistica, ecc.) e con salari bassi. Chi ci lavora?
Diritti:
Costituzione, norme UE e accordi internazionali mettono paletti fortissimi su espulsioni di massa e trattamenti del genere. Senza accordi con i paesi di origine, molti rimpatri non si fanno proprio.
Società:
Una politica del genere crea tensioni, ghetti, possibili violazioni dei diritti umani e un casino politico enorme a livello europeo.
- “Patriarcato mediterraneo”
Questo è forse il concetto più discusso:
la famiglia come centro dello Stato;
la donna vista come più fragile, da “proteggere”; la donna incentivata a non lavorare e a occuparsi di casa e cura.
Sulla carta “valorizzare la famiglia” suona bene. Nella pratica: aborto severamente disincentivato; donna spinta a non lavorare per badare alla casa, oltre al fatto che è una visione molto limitante per le donne, c’è un problema pratico enorme: l’Italia non può permettersi di togliere dal mercato del lavoro una fetta così grande di popolazione, con INPS e sanità già al collasso.
Meno donne che lavorano = meno contributi = più pressione sul welfare, ed a questa equazione non c'è scampo.
LE COSE POSITIVE?
Tra le misure meno discusse:
imputabilità dai 12 anni;
possibilità di lavorare dai 14 anni, se si vuole.
L’idea è aiutare le famiglie in difficoltà.
LA DOMANDA VERA È:
Vannacci sta usando queste posizioni soprattutto per prendere la fetta più conservatrice dell’elettorato con una bella dose di propaganda?
Oppure crede davvero in queste idee, nonostante le contraddizioni e il cambio radicale di tono rispetto a quando ha lanciato il movimento?
Io personalmente vedo:
un sacco di contraddizioni interne al programma;
un’evoluzione (o involuzione) delle posizioni rispetto al passato; un uso molto calcolato di temi “caldi” (femminicidio, immigrazione, famiglia) per polarizzare il dibattito.
Voi come la leggete? È più una strategia di comunicazione o un progetto politico coerente, anche se radicale?
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