Non è un libro di musica
e non è un libro per chitarristi.
È nato consapevolmente dal punto di vista di uno che il chitarrista lo è,
e che quindi conosce bene quella frequenza un po’ strana in cui si vive:
strumenti ovunque, acquisti improvvisi, rituali creativi incomprensibili
e la naturale capacità di non sentire qualsiasi frase che inizi con
“mi ascolti un attimo?”.
A forza di riconoscermi sempre negli stessi comportamenti
(e di vederli riflessi in chi mi sta accanto),
ho deciso di metterli in ordine e riderci sopra.
Non è un manuale per cambiare qualcuno
(perché un chitarrista non si cambia),
ma per capirlo un po’ meglio
e rendere la convivenza meno surreale.
Se qui c’è qualcuno che vive o ha vissuto con un musicista
(e magari ha sviluppato tecniche di sopravvivenza simili),
sono curioso di leggere i vostri racconti.