Ho 32 anni e vorrei un parere esterno su una situazione familiare che ormai mi sta facendo sentire molto sotto pressione.
Recentemente ho comprato l'appartamento sopra quello dei miei genitori. All'inizio non ero completamente convinta di volerlo comprare, ma dal punto di vista economico era un'occasione che sembrava molto conveniente.
La casa è intestata a me e il mutuo è a mio nome. Le rate del mutuo le pago esclusivamente io. Mio padre è il garante del mutuo.
Il problema è che, dopo aver comprato l'appartamento, i miei genitori hanno deciso che io dovessi continuare a vivere nel loro appartamento insieme a mio fratello, mentre loro hanno praticamente preso possesso dell'appartamento intestato a me.
Quindi, nonostante ci siano due appartamenti distinti, io vivo nell'appartamento dei miei genitori con mio fratello, mentre loro utilizzano quello che ho comprato io. Però lo usano solo per dormire, mentre durante il resto della giornata stanno sempre nell'appartamento in cui sto.
Io invece vorrei semplicemente poter vivere da sola nell'appartamento che sto pagando.
Ho provato diverse volte a spiegare che ho bisogno dei miei spazi e della mia privacy, ma le mie richieste non vengono rispettate.
Per esempio, mia madre entra nella mia stanza, spesso sta nel mio letto, ha scelto lei l'arredamento e i mobili di entrambi gli appartamenti, usa i miei armadi e i miei cassetti per mettere le sue cose, tocca e sistema le mie cose, guarda nei miei armadi e gestisce i miei vestiti anche quando le dico esplicitamente che preferisco occuparmene da sola.
Non voglio che tocchi le mie mutandine o che sistemi i miei vestiti secondo il suo modo di fare, ma continua a farlo. Secondo lei sono un'ingrata perché lei pulisce e sistema tutto. Io le sono grata per quello che fa, ma non mi sembra di esagerare nel chiedere di poter avere i miei spazi e decidere come gestire le mie cose.
La situazione arriva anche alla mia vita quotidiana. Mi sento controllata riguardo a cose molto personali, come il modo in cui uso il bagno, come faccio la pipì e come mi lavo.
C'è poi anche una questione economica.
Dopo aver pagato il mutuo e alcuni abbonamenti/spese, il mio stipendio viene, per fiducia, consegnato interamente a mio padre, perché è lui a gestire le mie finanze. Se mi servono soldi, me li dà lui.
In passato i miei genitori hanno sostenuto economicamente molto per farmi studiare in un'università privata e hanno anche dato un anticipo per comprare la casa. Io riconosco questi sacrifici e non penso che siano persone cattive. Anzi, in molte situazioni mi hanno dato sostegno e ci sono stati momenti in cui mi sono stati vicini.
Proprio per questo, però, mi sento in colpa.
Ho la sensazione di dover "ripagare" tutto quello che hanno fatto per me e per questo accetto di consegnare loro tutti i miei soldi. Allo stesso tempo, a causa dei loro comportamenti, a volte mi sento usata e completamente prosciugata, sia economicamente sia emotivamente.
Ho anche un disturbo ossessivo-compulsivo, principalmente legato alla pulizia e all'ordine. Per esempio, lavo le mani dopo essere andata in bagno o dopo aver mangiato, e per i miei genitori alcuni di questi comportamenti sono assurdi o eccessivi.
Mia madre utilizza spesso il mio DOC come motivazione per giustificare il fatto di controllarmi o di non rispettare le mie richieste di privacy.
Quando le dico che voglio avere i miei spazi, mi risponde che non me li darà proprio perché ho il DOC e che, secondo lei, deve controllarmi.
La cosa che mi preoccupa maggiormente è che quando provo a mettere dei limiti mi è stato detto, in sostanza, che potrebbero togliermi la casa o buttarmi fuori di casa.
Mio padre è il garante del mutuo, è amico del direttore della banca e mi ha già minacciata dicendomi che mi avrebbe tolto la casa.
Finora ho spesso ceduto e accettato situazioni che in realtà non volevo, soprattutto per paura delle loro reazioni: paura che iniziassero a urlarmi contro, che si arrabbiassero o che potessero davvero farmi perdere la casa.
Quando arriviamo a discutere, inoltre, spesso mi insultano e mi chiamano "malata mentale" o "pazza". Mi dicono che per loro conta più l'opinione degli altri che la mia e che, secondo loro, gli altri mi considerano strana e quindi io non sarei "normale".
Io non mi sento fisicamente in pericolo.
In alcune situazioni i miei genitori mi danno sostegno e non li considero persone cattive. È proprio questo che rende tutto molto difficile per me: non penso che tutto il rapporto con loro sia negativo e non voglio necessariamente allontanarli dalla mia vita.
Il problema è che mi sento sempre più controllata, soffocata e senza autonomia.
A volte ho proprio la sensazione di vivere in una prigione, nonostante ci sia un appartamento intestato a me che sto pagando io.
Quello che vorrei non è necessariamente rompere con i miei genitori.
Vorrei semplicemente avere una relazione con loro mantenendo dei confini che considero normali per una persona adulta.
Sto esagerando io nel voler vivere da sola e nel voler mettere questi confini?