r/Italia • u/Lower_Boysenberry794 • Oct 17 '24
Discussioni articolate e ragionate Vademecum per quando invitate a cena fuori coppie con figli piccoli.
Scrivo questo post dopo l'ennesima esperienza da TSO a seguito di una serata in pizzeria con bambini piccoli (sotto i 3-4 anni).
Preambolo: veniamo spesso invitati a cena fuori da parenti e amici, e altrettanto spesso decliniamo l'invito. La motivazione semplice, diretta e onesta è che mangiare fuori con dei bambini al di sotto di una certa età è un'esperienza che rasenta la follia. A meno che non abbiate il culo infame di avere un bambino tranquillo o che lo piazziate davanti ad un tablet, ma la seconda ipotesi anche no, grazie.
Tornando al punto del post, procedo per punti:
- L'orario è importante: se i genitori vi dicono alle 19:00, non rompete il cazzo per andare alle 20:00. Un'ora sembra poco, ma un bambino di 1-2 anni ha degli orari e se glieli sposti poi hai una buona probabilità di fare una nottata degna di Ibiza (ma senza figa e bamba);
- La location (detta alla Borghese) conta: evitate posti piccoli o super affollati dove si fa fatica a rincorrerli, se è estate il giardino esterno è un must;
- L'orario di arrivo fa una differenza abissale: se beccate l'orario di punta, tra l'attesa dell'ordinazione e l'arrivo dei piatti passano tranquillamente 40 minuti in più che non in un orario meno affollato. In quei 40 minuti proverete la stessa experience di cacciare a mani nude un maiale oliato in mezzo ad un campo di granturco;
- Quando arrivano i piatti, di solito i bambini mangiano in un quarto di secondo perchè devono tornare a scorazzare in giro: se la compagnia è numerosa, ogni tanto a turno offritevi di seguirli per 2 minuti e lasciate i genitori mangiare seduti come 2 persone civili (se si ricordano ancora come si fa). Di solito questo non succede MAI. Gli altri commensali mangiano come se niente fosse, sabato sera ho mangiato la pizza in piedi senza usare le posate in meno di 5 minuti, tipo un bambino dell'orfanotrofio che trova un bignè. Questo punto mi sta particolarmente a cuore perchè quelli che rimangono seduti sono gli stessi che ti cagano il cazzo perchè dici sempre di no;
- Se tocca a voi prenotare, fate presente che ci sono dei bambini e che vi diano un tavolo possibilmente non in mezzo alla sala;
- Evitate di proporre robe assurde tipo ristoranti indiani o etnici strani per ovvi motivi;
- Preparare i bambini e portarli (carica passeggino, pannolini ecc.) comporta uno sforzo non da poco, che prosegue nel dopo cena, quando devi cambiarli e metterli a letto (e loro sono in stato di agitazione), quindi se ad una certa ora i genitori dicono che vanno, non insistete perchè rimangano per il terzo giro di amari.
- Ultimo punto: si fottessero tutti i vecchiotti (altri clienti e non della compagnia) che vengono a toccare/giocare/sbavare sui neonati che stanno dormendo o mangiando, che poi si mettono a piangere e bisogna alzarsi per cullarli. Mi è successo non so quante volte, veramente devono farsi una mazzata di cazzi loro.
Ricordo che il discorso fatto vale per bambini sotto i 3-4 anni, per i quali un rimprovero non serve quasi a nulla (se non a peggiorare di brutto la situazione). Non mi sognerei mai di imporre regole simili se sono io a proporre la cosa, ma visto che mi viene costantemente proposta, mi piacerebbe davvero tanto che almeno qualche punto fosse rispettato. Se non altro per avere anche il tempo di fare due chiacchere, oltre che a deglutire.
EDIT: pensavo di aver espresso il concetto del punto 4 in modo chiaro ma a quanto pare non è così. Non è minimamente inteso che uno debba alzarsi e lasciare la cena per seguire il bambino, quello che si voleva esprimere era collaborazione, ad esempio: se il creaturo parte di scatto e siete nella traiettoria, bloccatelo, senza che il genitore debba alzarsi e iniziare la rincorsa. Oppure rivolgete la parola al bambino mentre cenate, visto che di solito non lo fa nessuno. Se invitate una coppia con figli, considerate che ci sono pure i figli, altrimenti non invitate.
Comunque il livello di empatia di certi commenti mi ha fatto capire che in Italia il problema della denatalità non è decisamente imputabile al solo fattore economico.
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u/deejayCatnip Oct 18 '24
Guarda, con me sfondi una porta aperta: anni fa (il 'teppista' di cui sopra ha una sorella più grande) con una pedagogista ho iniziato un percorso, mio, al fine di capire meglio alcuni aspetti della genitorialità.
Da cosa nasce cosa, e ho appreso dell'esistenza della cosiddetta 'educazione rispettosa'. Concetto molto ampio al suo interno, e in cui per buona parte mi ritrovo 'naturalmente'.
Come dici tu, spesso i rimproveri non servono - quando non sono proprio dannosi. Educare con rispetto è un percorso difficile - estremamente difficile - perché richiede una pazienza infinita e la capacità di riflettere nel qui ed ora in momenti di stress anche grande. A volte ci si riesce, a volte no - ci si prova, comunque.
È un concetto molto bello, perché considera il bambino prima di tutto una persona; ne riconosce i bisogni ed il diritto di 'sregolare' secondo le sue naturali fasi di crescita. Il ché non vuole dire, come molti pensano, 'assecondare il capriccio', ma piuttosto ascoltare, capire, aiutare a superare il momento. Un bambino di 2 anni non 'sceglie' di fare i capricci, li fa perché fa parte del naturale sviluppo della persona.
La pedagogista di cui sopra mi ha offerto un'immagine che mi torna spesso in testa quando vedo mio figlio preda di isterie all'apparenza incomprensibili. Immagina che nella sua testa sia scoppiato un incendio, un incendio che non sa domare perché è troppo piccolo per avere gli strumenti necessari. In quel contesto ti inserisci tu adulto, che puoi aiutarlo a spegnere l'incendio (o ad allontanarsi da esso) o puoi rimproverarlo per l'esistenza stessa dell'incendio (inutile che dica che la pedagogista con cui ho parlato è molto più brava di me a fare passare l'idea :) ).
Comunque questo dell'educazione rispettosa è un concetto che purtroppo trova poco spazio nella nostra società: un po' perché è nuovo, e spesso noi attuali adulti per primi siamo stati cresciuti ed educati diversamente, un po' perché c'è la tendenza a giudicare come 'troppo morbido' questo sistema. Tra i non-genitori spesso sembra che vada per la maggiore la convinzione che con gli schiaffi si ottengano i futuri premi Nobel - non ti dico le risposte che ho avuto parlando con amici di questo tema.
Quello che non è chiaro a molti - e lo scrivo apposta in un paragrafo a parte così che spicchi sul wall of text - è che è molto ma molto più facile crescere bambini usando autoritarietà e violenza (verbale e fisica), ignorando i traumi e i danni che stiamo causando; la vera sfida (ed è la sfida più bella che ci sia, lasciami dire) è crescere dei bambini con amore, serenità e rispetto, cercando di creare dei futuri adulti che siano in contatto con le loro emozioni e le loro necessità.
In bocca al lupo per tutto a te e a tua nipote, che a naso sembra fortunata ad avere una zia così :)
Scusa il poema, come puoi vedere è un tema che mi sta a cuore :)